Ricordi di Viaggio – Argentina Norte: La Regione Andina in 8 Giorni – da Humahuaca a Salta

7° giorno. Trascorro la giornata esplorando la parte nord della bellissima regione di Jujuy. L’itinerario di oggi si snoda nella bellissima Quebrada di Humahuaca, dal 2003 Patrimonio dell’Umanità.

MONTAGNECOLORATE (4)
Colle de los 7 colores

Punto di partenza è Pumamarca, circondata da una splendida cornice naturale formata dal Colle de los 7 colores (dei 7 Colori) e la Gita di Los Colorados, Purmamarca fascina lo sguardo del viaggiatore. Si tratta di un piccolo villaggio di origine preispanica il cui centro è costituito dalla chiesa di Santa Rosa de Lima. La piazza, che si trova di fronte alla chiesa, ogni mattina è lo scenario della fiera dell’artigianato più colorata della regione settentrionale. Vale la pena trascorrere qui almeno una giornata per vedere come i “7 colori” mutano nel corso delle ore della giornata con il volgere del sole.

La seconda tappa è Humahuaca proprio al centro dell’omonima Quebrada, dal 2003 Patrimonio dell’Umanità. La città si raggiunge attraverso uno stupendo percorso immerso nella natura grandiosa fatta di montagne colorate, distese d’erba, bianchi paesini andini. La stessa Humahuaca è graziosa, con le sue strade acciottolate, le case bianche e la chiesetta ricoperta di calce, cui si giunge salendo una lunga scalinata, o che pare lunga, poiché qui l’altitudine inizia a farsi sentire siamo oramai quasi a 3000 mt di altitudine.

Per questo, abbiamo deciso sin dalla mattina di rientrare a Pumamarca, dove avevo prenotato una camera in un piccolo lodge. Sono in tempo per una ulteriore passeggiata al mercato ed un caffè caldo.

8° giorno. Sveglia presto, la tratta di oggi è lunga ed impegnativa. Occorre tornare a Salta via Salinas Grandes e San Antonio de Los Cobres. Da Pumamarca a Salinas Grandes dalle Ande alla Puna. Per accedere a Salinas Grandes da Purmamarca si deve scalare il Pendio di Lipán, una strada asfaltata e in buone condizioni, composta da centinaia di curve e intorno.

Nella salita la vegetazione si dirada fino a scomparire va scomparendo fino ad essere praticamente nulla. Sosta d’obbligo per una fotografia laddove un monolito marca 4.170 metri. Si scende poi fino a 3.550 metri e l’azzurro del cielo si fonde con il bianco brillante delle Saline. I colori dei colli si perdono nella lontananza e l’orizzonte è solo un accecante, un deserto bianco. Il paesaggio delle saline è bellissimo. Non c’è anima viva e questo rende ancor più magica la zona. Scatto una serie infinita di foto e poi riprendo la marcia. La strada si dipana ad una altitudine di circa 3.000 metri. L’aria è fredda e rarefatta, la vegetazione scarsa, pochi io lama e le vigogna visibili. Macchine rarissime e nessun villaggio, solo qualche casupola di pastore.

S. Antonio de Los Cobres non ha nulla di particolare se non l’atmosfera da terra “alla fine del mondo” che vi si respira. Incappo in una processione, quindi è tutto molto animato. Sant’Antonio de Los Cobres è famoso perché qui c’è il famoso Viaducto de Polvonilla. Si tratta appunto di un viadotto a mezzaluna sospeso nel vuoto tra due montagne ad una altezza di 4220 metri dove passa il Tren a las nubes che parte da Salta e oggi qui si ferma anche se le rotaie arrivano sino al confine cileno. Anche qui foto di rito e ripartenza. Da qui in poi il viaggio è davvero lungo e difficile perché la strada non è più asfaltata. Il paesaggio pur molto bello non suggerisce soste.

SANTANTONIODELOSCOBRES (5)
S. Antonio de los Cobres

Si percorre la Quebrada del Toro. Qui la strada si fa dura: è stretta, non asfaltata, a ridosso del monte e a strapiombo sul fiume. Qualche attimo di tensione…

Finalmente Salta. E’ ormai pomeriggio inoltrato, ho fame perché non ho pranzato. Mi fermo in un bar. In serata raggiungo l’hotel Wilson che avevo prenotato prima di lasciare la città, restituisco l’auto e ceno da Dona Salta (empanadas, tanto per cambiare!).

Stanca, vado subito in camera. Domani altra levataccia. Si parte per il Cile. Ma questa è un’altra storia.
#cercounhashtagperviaggiare

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