Corea del Sud: Sei giorni nella terra della calma mattutina

Sei giorni sono solo un assaggio di questo paese, ma sono sufficienti per comprenderne l’originalità.
Siamo circondati da prodotti ed elettrodomestici coreani, ogni tanto giungono gli echi delle tensioni con la Corea del Nord, qualche film americano rievoca la guerra negli anni ’50, ma di questo paese, in fondo, poco si sa.

Seul evocava nella mia mIMG_7545ente una sorta di mondo ipertecnologico, ma quando poi ho cercato di documentarmi ho trovato poco o nulla su questo paese, nessuna guida, non esiste nemmeno la versione italiana della Lonely Planet.

Questo ha acceso ancor più la mia curiosità: che cosa mai può esserci (o non esserci) in un paese per non essere degno di una guida?

Ho deciso che avrei visitato le due città più importanti: la capitale Seul e Pusan, l’una a nord e l’altra a Sud, in questo modo avrei potuto anche osservare il paese dal finestrino di un treno.

In sei giorni, c’era spazio anche per una breve sosta lungo il tragitto, in modo da poter avere un assaggio anche di un luogo diverso da una grande città. Mi sono fidata … dell’Unesco … la cittadina di Gyeonjiu custodisce le vestigia del vecchio Regno di Silla, patrimonio dell’Umanità e museo a cielo aperto.

Ecco, dovendo scegliere, ho scelto questo e non me ne sono pentita!

Perché andare? Se dovessi dare una motivazione per un viaggio in Corea, direi che è l’esotico a portata di mano.

Spesso, infatti, si scelgono mete inusitate, alla ricerca del nuovo, del raro, dell’esotico appunto, ma si tratta di luoghi lontani, impervi, difficili da raggiungere, talvolta, persino pericolosi: la Corea del Sud è un luogo per molti versi sconosciuto, ma tutto è estremamente semplice e comodo per il viaggiatore.

Non ci sono molti turisti, o meglio, non ci sono molti turisti occidentali e, quindi, è facile sentirsi un po’ speciali.

I coreani sono sempre molto gentili e cordiali, disponibili ad aiutarti se si ha bisogno di informazioni, talvolta persino un po’ curiosi del paese lontano da cui provieni.

E tutto è ordinato, pulito, tranquillo. Nonostante le difficoltà linguistiche, è estremamente facile muoversi, mangiare, dormire, insomma fare tutto ciò che è necessario per rendere piacevole il viaggio.

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