Tre Giorni nel Cuore Rosso dell’Australia. 1) da Alice Springs a Kings Canyon

Prima di partire per il centro dell’Australia mi sono chiesta che cosa avrei provato di fronte al monolite più famoso e fotografato del mondo. Leggendo articoli e blog ne dicevano meraviglia, ma temevo di restare delusa, di trovarmi di fronte a una bella cartolina e, invece, no. Uluru trasmette emozioni che una fotografia per quanto bella non riesce a comunicare. Saranno i colori che mutano con il trascorrere delle ore, quel suo ergersi maestoso dal nulla del deserto, il silenzio rotto solo dal vento che lo rendono qualcosa di vivo, quasi magico e pervaso di quella spiritualità che gli aborigeni gli attribuiscono.

Ma partiamo dall’inizio.

Alice Spring 002
Alice Springs, Todd Mall

Il mio itinerario parte da Alice Springs che raggiungo in aereo. L’aeroporto è molto vicino alla città, qui si possono trovare informazioni sulla zona e affittare un’automobile, cosa che io ho fatto. A proposito, non chiedete il navigatore: ci sono 2 strade ed è impossibile perdersi. Molte sono le gite organizzate, ma un mezzo proprio consente una libertà che non ha pari.

In città, ci sono varie soluzioni dai campeggi a qualche bel resort. Io ho optato per una via di mezzo:  l’Aurora Hotel, un tre stelle che si trova proprio in centro alla cittadina lungo la pedonale Todd Mall, giusto se si vogliono fare due passi.  Alice Springs per il vero non ha molto da offrire ma penso che se ci si trova in un luogo, anche solo di passaggio, vale comunque la pena di visitarlo.

Ad Alice Springs si ha più che in altri luoghi il contatto con gli aborigeni, un contatto che però lascia l’amaro in bocca. Gli aborigeni si aggirano per le vie della città trasandati, per non dire sporchi e talvolta alticci. Le finestre e le porte di tutti gli edifici, alberghi e ristoranti compresi, sono protetti da grate che vengono serrate al calare della sera. Mi è stato spiegato che talvolta i ragazzini lanciano pietre. Non mi hanno convinto: c’è altro che gli abitanti non vogliono dire per non rovinare il turismo.

Alice Spring 003
Alice Springs, Panorama da Anzac Hill

In città ci sono anche molte gallerie d’arte che raccolgono dipinti degli aborigeni, anche se non sono gestiti da loro. Di norma una parte del ricavato dovrebbe essere devoluta alle comunità. Vale la pena farci un giro anche se non si ha intenzione di acquistare nulla perché ci sono opere belle ed interessanti.

Al calare della sera, io come molti altri turisti mi sono recata sulla Anzac Hill che domina la città: qui si può attendere il tramonto con le sue luci che scaldano i colori.

Se Alice Springs non offre molto, belli invece sono i suoi dintorni con il West McDonnel National Park.

Ci vuole però un pò più di tempo rispetto a quello che ho avuto io. Infatti, il mattino presto del secondo giorno sono ripartita alla volta di Kings Canyon. Occorre ricordarsi di fare rifornimento di benzina perché lungo gli oltre 400 km che separano dalla meta ci sono solo due punti di ristoro con prezzi assolutamente sproporzionati.

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Kings Canyon

Il Canyon può essere raggiunto da due vie. La prima ha un lungo tratto sterrato e non sempre accessibile che può essere percorso unicamente in 4×4. La seconda è una strada asfaltata che può essere utilizzata da qualsiasi veicolo e non presenta alcuna asperità.

Kings Canyon si trova all’interno del Watarrka National Park. Occorre fare attenzione perché nei mesi più caldi per motivi di sicurezza l’orario di partenza escursioni delle escursioni è controllato. Per la nostra estate non ci sono limiti. Io sono entrata proprio all’ora di pranzo e non ho avuto alcun problema. Ci sono due sentieri che consentono di visitare il canyon. Il primo è una passeggiatina di mezz’ora mentre il Canyon Rim consente di vedere tutto il Canyon dall’alto. Si tratta di un percorso ad anello di circa sei chilometri, assolutamente affrontabile da tutti, anche se in alcuni tratti il percorso è in salita e un po’ faticoso. Non è necessario percorrerlo tutto. Io ne ho fatto un ampio tratto, ma poi ho preferito comunque tornare indietro.

Il Canyon è profondo e molto carino. Certo se avete visto il Gran Canyon rimarrete delusi. Se fosse un luogo totalmente isolato non mi sentirei di consigliarlo, ma è sulla strada per Uluru ed allora una deviazione è d’obbligo.

 

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Kings Canyon

Per dormire, non ci sono molte possibilità: qualche tenda alla Kings Canyon Station oppure il Kings Canyon Resort, di fatto, l’unica vera sistemazione del luogo. Il resort ha un’area destinata a campeggio, un’altra con  bungalow in muratura privi di bagno che accedono agli stessi servizi del campeggio e l’hotel vero e proprio, con belle stanza e jacuzzi vista deserto. Ovviamente, i prezzi tra i tre tipi di sistemazione sono molto diversi. Io ho alloggiato nei bungalow al costo di circa 100€, che non sono neanche pochi per la sistemazione spartana che è ma alternative non ce ne sono. La sera ci sono bei spazi comuni con barbecue e musica, un clima, insomma, da wild west.

#cercounhashtagperviaggiare

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