4 Giorni in Val D’Itria

La Val d’Itria va visitata a passo lento. E’ una valle bellissima, immersa nel verde degli ulivi, con strade strette e tortuose, muretti a secco che delimitano i poderi, punteggiata dai trulli, che qui sorgono in quantità.

Occorrono alcuni giorni per visitare i borghi bianchi tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, soprattutto d’estate, quando le temperature sono roventi e nelle ore pomeridiane i centri abitati si svuotano.

Meglio dedicare alle visite le ore della mattina o della sera, trascorrendo le ore centrali sul bel mare della Puglia o magari in una delle belle masserie.

Alberobello

Alberobello, Trulli

La visita può iniziare da Alberobello, sicuramente il borgo più famoso, patrimonio dell’Unesco con il suo quartiere interamente costituito da trulli.

Abbiamo scoperto che i trulli in origine sono stati realizzati in questa foggia, senza utilizzo di calce e legno, in modo da non dover pagare le tasse che invece erano dovute all’allora Conte di Acquaviva in caso di costruzione di una casa vera e propria.

Il nucleo storico di Alberobello è affascinante. Si tratta di una zona naturalmente turistica, ma nonostante questo molto attraente.

Il consiglio è di andarci presto la mattina in modo da evitare l’onda dei turisti e godersi un minimo di solitudine almeno nelle stradine secondarie.

Locorotondo

Locorotondo, Lungomare

A una ventina di minuti da Alberobello si trova Locorotondo. Bianca e bellissima è posta su una collina e visibile a distanza. A Locorotondo non resta che perdersi nelle sue viuzze, prima di fare una passeggiata sul Lungomare. A Locorotondo non c’è il mare, ma c’è il lungomare: una balconata formata dalle case poste lungo il bordo della collina da cui si ha una splendida vista sulla valle.

A Locorotondo non ci sono solo trulli, ma case alte e strette con tetto spiovente chiamate cummerse. Se non fossero tutte bianche sembrerebbe un paese del Nord Europa. Il Lungomare è punteggiato da locali dove è piacevole fermarsi per un aperitivo godendosi la valle al tramonto. Noi ci siamo fermati da Pavi dove, oltre all’aperitivo, abbiamo assaggiato un buon tagliere di prodotti locali.

Un brevissimo aneddoto: la nostra carta di credito ha avuto un problema e dopo vari inutili tentativi ci siamo allontanati dal locale con l’accordo di pagare il giorno successivo con un bonifico. L’indomani mattina abbiamo chiamato per sistemare la questione … tutto risolto. Questo dice molto su questo popolo gentile e accogliente.

Cisternino

Cisternino

La tappa successiva è Cisternino, uno dei Borghi più belli di Italia. L’ho visitata due volte, una di giorno, con la luce naturale del sole che rende ancor più candide le vie del paese, La seconda di sera con le luci soffuse che creano ombre e rendono ancor più incantato il borgo, anche se è il momento in cui è più affollato. Viuzze strette dove il sole si insinua creando giochi di luce, balconi in ferro battuto ornati dalle caratteristiche pigne di ceramica, tipiche della Puglia, fiori, negozietti di souvenir.

Cisternino, Fornello

Cisternino è famosa per i suoi Fornelli, macellerie con annesse bracerie, dove la carne viene messa ad arrostire pronta per il consumo, in particolare le tipiche bombette, involtini di carne farciti.

Ma io sono vegetariana e, quindi … niente fornelli, ma cena a base di prodotti del territorio un po’ rivisitati da Terramadre Antipasteria, locale allestito con addobbi natalizi, perché qui, come dice il cartello, è Natale tutto l’anno.

Martina Franca

Martina Franca, Piazza e Arco di Sant’Antonio

Proseguendo, ci si imbatte in Martina Franca, paese molto carino anche perché meno turistico.

Si parte dalla bella piazza per poi entrare attraverso l’Arco di Sant’Antonio nella città vecchia con le sue viuzze coperte da ombrellini colorati, piccoli bar e negozi di alimentari. Il centro nevralgico è la Cattedrale, intitolata a San Martino che dà il nome alla città (insieme a Franca perché questa in passato era zona franca) e poi ancora vie bianche, palazzi barocchi, porte colorate e balconi fioriti.

Martina Franca è famosa per il suo capocollo, un salume tipico di questa zona che si può consumare ad esempio con la puccia, un pane gonfio e morbido che viene farcito in molti modi, anche veg, perché ricordiamo che qui è terra di burratine, caciocavallo, scamorza e latticini di ogni tipo.

Celie Messapica

Celie Messapica, Piazza Plebiscito

L’ultimo paese che abbiamo visitato nel nostro itinerario in Val d’Itria è Celie Messapica. Siamo arrivati nel primo pomeriggio sotto un sole cocente e durante la nostra passeggiata non abbiamo incontrato anima viva, a parte qualche sonnolento gatto.

Anche Celie è molto carina. Si tratta peraltro di una delle località più antiche della Puglia anche se è meno frequentata di altri paesi della zona, ma proprio per questa sua atmosfera un po’ sonnolenta e tranquilla, io l’ho trovata incantevole.

La piazza del Plebiscito è il centro di Celie con la sua Torre dell’Orologio da cui si dipanano le viuzze lastricate in pietra con le case imbiancate e su cui si affacciano anche bei palazzi e chiese.

Qualche consiglio

Dormire: noi abbiamo dormito a Locorotondo che è un po’ il centro della Val d’Itria a pochi chilometri di distanza da tutti i paesi che ho menzionato. Abbiamo soggiornato in uno dei trulli della Masseria Serralta, luogo confortevole, immerso nel verde, tra ulivi e vigne e con una bella piscina in cui rinfrescarsi nella roventi giornate estive.

Mangiare: c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma un ristorante che abbiamo particolarmente apprezzato è Bina, a Locorotondo.

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