Salento e la Valle di Cocora

L’Eje Cafetero è quell’area, compresa tra le provincie di Quindio e Manizales dove si trova la più estesa coltivazione di caffè della Colombia. Si tratta di un paesaggio montuoso con scorci mozzafiato; secondo me è una meta imprescindibile se si viene in Colombia. Noi abbiamo trascorso qui tre notti, una a Salento e le altre due in una finca tipica ed entrambe si sono rivelate belle esperienze.

Salento - Valle del Cocora 12
Salento, Piazza Bolivar

Salento tra tutti i villaggi del Quindio è quello più caratteristico e, quindi, anche il più turistico. Per la verità, in Colombia, vista la sua storia drammatica, il turismo è ancora agli inizi e quindi, anche in questi luoghi più sfruttati, le presenze sono piuttosto contenute. Persone ce ne sono, ma la folla è un’altra cosa. Inoltre, l’affluenza turistica rappresenta la scusa per la manutenzione degli edifici, in modo che i colori siano sempre freschi e scintillanti.

Salento è un villaggio molto piccolo e non offre altro che i suoi edifici colorati, ma è così carino, che il tempo trascorre piacevolmente curiosando in qualche negozietto di souvenir o sedendosi in un bar per un buon caffè, senza dimenticare una visita alla sua chiesa.

Salento - Valle del Cocora 35
Salento

Non può mancare una foto del villaggio dal Mirador, al quale si accede salendo una scalinata di circa 300 gradini ai cui lati sono posizionate le stazioni della via Crucis. Dall’alto si ha una bella vista del paese, con la sua via centrale e la chiesa.

Salento non è solo piacevole di per sé ma è anche il punto di partenza per la famosa Valle di Cocora. Per l’imbocco della Valle si devono prendere le Jeep Willys, surplus della produzione di Jeep militari dopo la seconda guerra mondiale vendute qui da una delle case auto produttrici di questo modello, di nome Willys, appunto. I Willys partono dalla piazza principale di Salento alla mattina presto. L’imbocco della Valle è a una dozzina di chilometri dal paese e ci si impiega una ventina di minuti per raggiungerlo.

La Valle è caratterizzata dalle famose palme di cera, simbolo della Colombia e che crescono solo in questa zona. Ci hanno raccontato che in origine furono gli uccelli a portare in questa zona i semi di normali palme, che con il tempo, vista la densa vegetazione montana, per sopravvivere hanno dovuto svilupparsi in altezza in modo che la chioma si innalzasse sopra le piante della foresta. Per questo motivo sono diventate piante altissime con un tronco che può superare i 60 metri d’altezza. L’aria umida ha poi fatto si che i tronchi per proteggersi producessero un liquido, una cera appunto, utilizzata dai locali proprio con questa funzione.

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Nel tempo, infine, c’è stata anche un’opera di disboscamento che ha reso queste colline così particolari. Lo spettacolo è mozzafiato, non c’è fotografia in grado di preparare a una simile vista, meravigliosa e soprattutto unica. Per quanto si può aver viaggiato, questo paesaggio è del tutto originale.

Ci sono diversi modi per visitare la Valle a cavallo e a piedi. Se si sceglie la seconda opzione ci sono vari tragitti e vari gradi di difficoltà. Si può fare il trekking più lungo di una decina di chilometri che dopo la Valle delle palme si inerpica sulla montagna fino alla foresta nebulare. Oppure, e questo è quello che abbiamo fatto noi, si può fare un loop di circa tre chilometri per percorrere la Valle soffermandosi a due “mirador” che consentono una vista a 360 gradi.

È bene sapere che il primo tratto di strada che immette ai sentieri è comune a chi sale a piedi e a cavallo. Per questo motivo il fondo, già umido per la pioggia, è battuto dai cavalli, quindi particolarmente fangoso. Un paio di normali scarpe da camminata sono sufficienti, ma niente sandali o scarpe di tela, perché oltre a far scivolare, poi saranno da buttare.

Alcune Info 

  • Noi abbiamo dormito all’Hotel Gran Azul,  si tratta di un piccolo hotel realizzato da una famiglia che alcuni anni fa ha mollato tutto per girare il mondo in barca a vela, ma poi si sono innamorati di Salento e si sono fermati qui. E’ una struttura ben inserita nell’ambiente. Si trova un po’ fuori dal paese, 10 minuti a piedi su una strada non asfaltata. Portate il cellulare se uscite la sera. Il panorama dalle camere è fantastico e l’atmosfera molto rilassante.
  • Abbiamo cenato al Ristorante Donde Laurita. Abbiamo scelto questo ristorante consigliatoci dal proprietario dell’albergo tra le molte ottime possibilità che offre il paese. Specialità Trucha di Salento, che altro non è che la trota, ma davvero buonissima.
  • Per prendere un buon caffè ci hanno  consigliato la Caffetteria Jesus Martin, ci hanno detto essere la migliore di Salento. Ampia scelta di ottimo caffè colombiano. E non è scontato, infatti, il caffè pregiato viene pressoché tutto esportato all’estero e  qui non resta quello di seconda scelta, che non è nulla di speciale, anzi è un bibitone lungo piuttosto insapore.

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