Altro “must see” in Botswana è il delta dell'Okawango, che tanto mi porta alla mente le letture di Wilbur Smith e la saga dei Courtney. Due giorni e tre notti punteggiati da passeggiate a piedi nella savana, brevi navigazioni sui mokoro, canoe tipiche della zona, qualche fotografia, letture e parole crociate.
Navigare Lento
Navigare nel silenzio dell'Okawango
Botswana: nel paese degli Elefanti – Chobe National Park
Il giro scorre tranquillo tra bei paesaggi quando il telefono della guida suona. La lingua è incomprensibile ma l'agitazione del pilota ci fa capire che sta succedendo qualcosa di grosso.
Victoria Falls: il fumo che tuona
Ecco l'incontro che attendevo da sempre. Se le cascate Vittoria vengono considerate una delle sette meraviglie del mondo una ragione c'è ed è difficile trovare aggettivi che possano descriverle pienamente. E' un viaggio da fare!
Capodanno a Riccione
Quest'anno per ragioni varie occorreva stare vicino e la scelta è caduta sulla riviera romagnola. Era da tantissimi anni che non mi recavo in queste zone e devo dire che mi sono divertita. Bella la Sera di Capodanno, divertente, movimentata ma nel contempo tranquilla. Un bel palco con un simpatico Paolo Belli, il classico count-down di gruppo, i fuochi sul mare, nessun lancio di petardi, solo musica e divertimento.
La mia Africa. Diario dei viaggi in Namibia – Parte sesta: striscia del Caprivi
Per noi il viaggio lungo la striscia del Caprivi ha rappresentato l'avvicinamento al Botswana. Anche qui l'Africa è magica con i suoi grandi spazi, ma non ha nulla a che vedere con il resto della Namibia. I paesaggi si susseguono uguali e abbastanza monotoni ma c'è il fascino della terra di confine, del “siamo lontani da tutto”.
La mia Africa. Diario dei viaggi in Namibia – Parte quinta: Etosha
Pur avendo anche passato ore senza vedere anima viva, da soli e senza guide, abbiamo potuto vedere da vicino leoni, ghepardi, rinoceronti, bianchi e neri, elefanti, zebre, orici, springbocks, gnu, giraffe, sciacalli, struzzi e uccelli di vario genere, insomma un vero paradiso.
La mia Africa. Diario dei viaggi in Namibia – Parte quarta: Himba
Opuwo è un vero crogiolo di razze: passeggiando si incontrano le donne Himba dalla pelle tinta d'ocra con i gonnellini di pelle di capra e le caratteristiche acconciature, seguite dalle donne e dagli uomini Herero, fiere nelle loro colorate crinoline in stile vittoriano completate dai curiosi cappelli a corno, mischiate con persone appartenenti ad altre tribù che vestono all'occidentale.
La mia Africa. Diario dei viaggi in Namibia – Parte terza: Ancora deserto
Proseguiamo. La strada sembra asfalto, in realtà è sale. Si lascia la costa, inoltrandosi nel Damaraland. Il primo tratto è completamente desertico, una piatta distesa pietrosa che fa sembrare il paesaggio lunare. Emozionante e molto africano il tramonto che ci conquista sulla cima della collinetta.
La mia Africa. Diario dei viaggi in Namibia – Parte seconda: dalle dune all’oceano
Alla fine del deserto sabbioso appare dal nulla, quasi un miraggio, Walvis bay, cittadina anonima separata da una trentina di chilometri di asfalto da Swakopmund. Gli ultimi 30 minuti e finalmente la città si presenta di fronte ai nostri occhi stanchi.
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